martedì, maggio 30, 2006

tingendosi d'azzurro, color di lontananza.

Festa per la partenza di  Nir Un tema che ultimamente mi pesa particolarmente è lo scorrere del tempo.
Si, lo so...
Però oltre che la semplice manuntenzione degli affetti (arte assai impegnativa), si tratta di non perdere il legame con chi si è lasciato alle spalle (intendo nel senso di "lontananza"). Un legame destinato a perdersi comunque, per mancanza di vita comune, di confronto quotidiano. Ci si ritrova a voler bene a persone in realtà non esistenti, ad archetipi, a spettri inventati e intrattenuti dalla nostra mente.
Il presente conta, come contano le persone che ci stanno vicine ora. Sono loro che ci vedono prendere decisioni, cambiare umore, lanciarci in nuove esperienze ed è a loro che si raccontano queste esperienze una volta giunti alla sera.

Vivere lontani dal posto che ci ha visti crescere comporta anche questa presa di coscienza: gli amici, gli amici di sempre, non ci sono più. Non ci saranno più.
Non è detto che tutto sia perduto: a volte si mantengono comunque stretti legami, intrattenuti in buona parte grazie a Sorella Intenet, a volte spendendo cifre abnormi al telefono. Anche se la vicinanza con l'altro si trasmette mediante il soffio, continua a mancarmi l'esperienza quotidiana, e le piccole sofferenze come i piccoli successi vengono regolarmente tagliati nei "riassunti" che si fanno per mail o una volta all'anno, quando si torna a casa per Natale.

Nir
Vivere lontani porta anche nuova conoscenza (ringraziando il Cielo!) e nuove vicinanze. Amicizie che, a loro volta sono destinate ad affievolirsi se non intrattenute o se si interpongono chilometri.
Ma questa è un'altra storia...

1 commento:

carmen ha detto...

posso condividere molte delle cose che hai detto...ma credo che non perdero' mai la sensazione di sapere su chi contare in momenti "difficili e pesanti" o a chi trasmettere per primo sensazioni di profonda gioia...
certo non si vive il quotidiano e cosi ci si allontana avvicinandosi a quelli che ti sopportano tutti i giorni, ma personalmente non userei la parola PERDERE...non mi e' mai piaciuta