L'espressione napoletana è difficilmente traducibile in altre lingue, ma rende bene l'idea. Ho passato il pomeriggio del 31 al telefono, cercando di negoziare la fuga da una festa nella quale sembrava che mi avessero incastrato. Alla fine ho ripiegato sulla situazione nella quale mi sentivo più a mio agio.
Il fatto non è che mi sono di colpo tramutato in orso, piuttosto mi sono reso conto della convenzionalità dietro ai festeggiamenti di Capodanno. Quella sera è d'obbligo uscire e divertirsi fino a mezzanotte (almeno).
Bellissimo! almeno per le persone che hanno difficoltà nell'avere uno straccio di vita sociale. Nel mio caso ero rientrato il 30 sera (o il 31 mattina) strafatto, sotto la pioggia e a un orario da primo dell'anno, appunto. La voglia di ripetere lo stesso scenario la sera dopo era veramente al minimo. Se pensi poi che l'unica molla che mi avrebbe fatto reagire sarebbe stato di passare l'ultima notte dell'anno con gli amici stretti e che gli amici stretti si erano sparpagliati per le 10.000 feste che animavano la notte partenopea.
Vabbé, non voglio fare il rompipalle già da mo, tanto più che il genio sta tornando piano piano. Buon anno a tutti! Tante belle cose e saluti in famiglia, mi raccomando!












