La scoperta dell'acqua calda
Stavo pensando di invitare a cena un paio di amici. Oddio, amici...
Stavo pensando di invitare a cena un paio di persone con le quali esco da più di un anno e con le quali -in teoria- dorei stare in confidenza. Poi ci ho ripensato: suonerebbe strano a loro e anche a me.
Che differenza!
Ecco, il punto è questo. Con tutta questa bella gente non abbiamo mai parlato di noi. Di noi stessi, intendo.
Sicuramente l'ho fatto io, nelle mie maniere contorte, ma anche scherzando oppure perché la mia vita è di dominio pubblico. Dall'altro lato, niente.
Non sto dicendo di "fare la cronaca" della propria vita, ma di discutere di sé ascoltando l'opinione dell'altro, mettersi sul tavolo insomma.
Dal momento dell'illuminazione non faccio altro che valutare i miei rapporti con le persone che ho conosciuto. Come mai sono amico dell'uno e non dell'altro? Cosa ci blocca?
Non so ancora dire se si tratta della causa o dell'effetto di un legame, il fatto di raccontarsi, ma sicuramente è parte integrante di un rapporto e dell'attrazione reciproca.
Con E.? Come mai ho un rapporto affettivo con lui visto che non parla? Vivendoci assieme non c'è bisogno di parlare... anche se a volte non guasterebbe. Siamo come parenti: viviamo assieme e leggiamo l'umore dell'altro tutti i giorni nei gesti e nelle parole.
Con A. siamo molto amici perché c'è un confronto quasi continuo, fatto di scherzi e altro. Un rapporto di amicizia normale.
Mi sento perfettamente a mio agio quando parlo con S. perché parla di sé. Caspita! Non è possibile che nell'aprirsi vi è la chiave di volta dei rapporti umani?!? Sembra essere la scoperta dell'acqua calda! Però è vero che con mia figlia non mi faccio più paranoie dal momento in cui i suoi racconti personali non si sono più limitati alla semplice cronaca.
Sento molto più vicina S. da quando l'ho vista sposarsi (lo ammetto, per anni non l'ho cacata nemmeno di striscio). [Che matrimonio ragazzi! Non pensavo di potermi emozionare, di poter essere triste e felice di vederla vestita di bianco, così bella. E poi tanta bella gente, la cerimonia molto curata, l'attenzione ai dettagli... Roma ora ha assunto un altro aspetto ai miei occhi.]
Sembra che i barbecue di gruppo hanno senso ora, che non siano solo un'abitudine goffa, di fantozziana memoria. Vero che si può offrire agli altri solo apparenza, lasciandosi scivolare addosso tutto quanto. Però i più non lo fanno ed è bene così.
L'affetto viene dal contemplare l'intimità dell'altro, le sue debolezze e sentirsene partecipe.
Una soluzione allora alle difficoltà di relazione potrebbe essere solo nell'abbassare lo shifgrethor e aspettarne le conseguenze.













